08/02/2019
Indagini finanziarie, porte aperte per la Guardia di Finanza

Indagini finanziarie, porte aperte per la Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza è in prima linea nelle indagini finanziarie, per effetto dell'accesso diretto alle informazioni di natura privilegiata contenute nell'archivio dei rapporti finanziari conferito alle Fiamme gialle dal collegato fiscale alla legge di Bilancio 2019. L'acquisizione diretta di tali informazioni, con molta probabilità, determinerà un nuovo impulso alle attività di accertamento nei confronti dei contribuenti contraddistinti da un'operatività bancaria non coerente con l'attività svolta e i redditi dichiarati.
La norma in questione è contenuta nell'art. 16-quater D.L. 119/2018 (c.d. collegato fiscale alla manovra 2019). La sua importanza e il ruolo strategico in chiave antievasione è stata evidenziata dalla stessa Guardia di Finanza nel corso del recente Videoforum 2019, organizzato da ItaliaOggi. Sono avviati i lavori per rendere concretamente fruibile alle unità operative del Corpo questo nuovo canale di indagine, che dovrà realizzare il miglior contemperamento tra le istanze di controllo dell'Amministrazione e le esigenze di tutela della privacy del contribuente.
In effetti l'accesso diretto dei reparti operativi della Guardia di Finanza alle informazioni contenute nella specifica partizione dell'archivio dei rapporti finanziari in relazione (saldi dei rapporti finanziari; dati aggregati delle movimentazioni di ciascun rapporto, distinte tra dare e avere; giacenza media annua dei rapporti stessi), consentiranno ai militari un utilizzo prioritario di tali informazioni per le attività di analisi del rischio di evasione fiscale, con il conseguente innesco delle attività di accertamento.
Prima della modifica normativa in commento, l'accesso a tali informazioni era riservato soltanto ai funzionari dell'Agenzia delle Entrate, ai quali i singoli reparti operativi delle Fiamme gialle si dovevano necessariamente rivolgere.
Considerata la speciale efficacia delle indagini finanziarie nel contrasto all'evasione e alle frodi fiscali - ha chiarito la Guardia di Finanza - è ragionevole prevedere che la riforma, a regime, produrrà una maggiore concentrazione delle attività nei confronti dei contribuenti contraddistinti da un'operatività bancaria non coerente con l'attività svolta e con i redditi dichiarati.
Che gli accertamenti basati sulle indagini finanziarie avessero bisogno di nuova linfa, era sotto gli occhi di tutti. Basta scorrere gli ultimi rapporti annuali redatti dalla Corte dei Conti per verificare come questa particolare tipologia di accertamenti sia stata, di fatto, quasi totalmente abbandonata dall'Amministrazione Finanziaria. Siamo infatti passati dalle oltre 19.000 indagini finanziarie del 2012, a poco più di 2.700 accertamenti nel 2017.
Ora, grazie alla disposizione introdotta con il collegato fiscale alla legge di Bilancio 2019, è possibile attendersi già dall'anno in corso un nuovo incremento nell'uso delle informazioni contenute nell'archivio di rapporti finanziari, per attività di accertamento tributario.